Palmaria, Tino e Tinetto

Palmaria, Tino e Tinetto

Isola Palmaria, Tino e Tinetto: cosa vedere, sentieri, spiagge e come visitare l'isola del Tino, aperta al pubblico solo un giorno all'anno.

Di fronte a Portovenere, separato dal borgo da un canale di poche centinaia di metri, si trova un piccolo arcipelago che pochi conoscono davvero a fondo: Palmaria, la più grande e l'unica facilmente visitabile; Tino, isola militare che si può vedere solo un giorno all'anno; e Tinetto, un isolotto disabitato che affiora maestoso dal mare. Insieme a Portovenere e alle Cinque Terre, fanno parte del Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1997.

In questa guida ti spiego come raggiungerle, cosa vedere su ciascuna e come organizzare al meglio la visita.

Sommario

Come arrivare alle isole

Palmaria è raggiungibile tutto l'anno in pochi minuti di traghetto dal porticciolo di Portovenere: la Cooperativa Barcaioli garantisce corse frequenti (ogni 30-60 minuti) verso Terrizzo, il punto di sbarco principale sull'isola. Trovi orari e tariffe aggiornate nella nostra guida ai traghetti.

Tino non è raggiungibile liberamente: è di proprietà della Marina Militare e chiusa al pubblico per tutto l'anno, salvo pochi giorni a metà settembre (ne parliamo nel dettaglio più avanti).

Tinetto non si può sbarcare: si osserva passando accanto in barca, in genere durante i tour del "Giro delle Tre Isole" organizzati da Portovenere.

Isola Palmaria: cosa vedere

Palmaria è la più grande e vissuta delle tre isole, ma resta comunque un luogo sorprendentemente selvaggio: la vita umana sull'isola è quasi pari a zero, non ci sono veri e propri residenti stabili, solo qualche punto ristoro e un piccolo ostello per chi vuole pernottare.

Forte Umberto I

Costruito nella seconda metà dell'Ottocento come parte del sistema difensivo del Golfo della Spezia, il Forte Umberto I (o "Fortezza del Mare") è una delle presenze storiche più imponenti dell'isola. Non è sempre visitabile internamente, ma il suo profilo austero, affacciato sul mare, è già di per sé uno scorcio suggestivo.

Le cave di marmo Portoro

Per secoli Palmaria è stata un importante sito di estrazione del portoro, un pregiato marmo nero venato d'oro, molto usato nelle decorazioni delle chiese liguri — lo trovi ad esempio nel Santuario della Madonna Bianca a Portovenere. L'attività estrattiva si è interrotta solo poche decine di anni fa (1983): lungo i sentieri, soprattutto nella parte meridionale dell'isola, incontrerai ancora le cave abbandonate.

Torre Scola

Sulla costa nord-orientale, su uno scoglio isolato al largo di Punta Scola, si erge la Torre Scola — uno dei simboli più fotografati dell'intero golfo, visibile sia dal sentiero costiero di Palmaria sia dalle gite in barca.

Le spiagge di Palmaria

Le spiagge dell'isola sono prevalentemente rocciose e a ciottoli, circondate da scogliere calcaree e macchia mediterranea.

Punta Secco: la spiaggia più facile da raggiungere, proprio vicino allo sbarco di Terrizzo — perfetta se hai poco tempo o non vuoi affrontare i sentieri.

Spiaggia del Pozzale: sulla costa orientale, un po' più isolata, la trovi proseguendo lungo il sentiero costiero.

Cala della Fornace (La Maiella): piccola e suggestiva, circondata da scogliere, raggiungibile solo a piedi o in barca.

Per lo snorkeling, i fondali intorno a Palmaria offrono acque limpide, rispetta sempre le regole dell'area marina protetta.

Il sentiero ad anello e il Forte Cavour

Palmaria si può percorrere quasi interamente a piedi grazie a un sentiero ad anello che fa il giro dell'isola in circa 3 ore, regalando scorci continui su Portovenere e sul golfo.

Il Sentiero dei Condannati: il percorso più caratteristico porta al Forte Cavour (o Forte Palmaria), a 180 metri di altitudine — non visitabile internamente perché ancora zona militare, ma il tragitto per arrivarci vale comunque la salita. Il nome deriva dal fatto che un tempo era percorso quotidianamente dai prigionieri e dalle guardie diretti al forte, all'epoca in cui la struttura fungeva da carcere.

Punta Carlo Alberto: un belvedere naturale con vista su Portovenere, tappa classica del giro ad anello intorno l'isola.

Attenzione ai tratti impegnativi: alcuni segmenti del sentiero, soprattutto nella discesa verso Punta Carlo Alberto, sono segnalati come "difficili" — meglio scarpe da trekking, soprattutto dopo la pioggia o con vento forte.

Porta un binocolo: Palmaria è un piccolo scrigno di biodiversità, con gabbiani reali, cormorani e — con un po' di fortuna — il raro falco pellegrino.

Dove mangiare e dormire a Palmaria

I punti ristoro sull'isola sono pochi: un paio di locali fissi vicino allo sbarco (alcuni con vista diretta su Portovenere), più qualche punto stagionale in alta stagione. Se progetti una gita fuori stagione, porta comunque qualcosa da mangiare con te — fuori dai mesi estivi il rischio di trovare tutto chiuso è concreto.

Per dormire, le opzioni sull'isola sono limitate a un piccolo ostello e poche altre soluzioni — la maggior parte dei visitatori preferisce comunque pernottare a Portovenere e visitare Palmaria in giornata. Trovi tutte le opzioni nella nostra guida all'ospitalità.

Isola del Tino: l'isola che si vede una volta all'anno

Il Tino è forse l'isola più affascinante proprio perché quasi nessuno riesce a visitarla: è proprietà della Marina Militare e interdetta al pubblico per tutto l'anno.

L'unica eccezione: la Festa di San Venerio, patrono del Golfo della Spezia e dei fanalisti d'Italia. In occasione della ricorrenza, che cade il 13 settembre, l'isola apre al pubblico per alcuni giorni — generalmente il 13 stesso più un weekend a ridosso della data, con partenze organizzate da Portovenere, La Spezia e talvolta Lerici. Le date esatte, gli orari delle imbarcazioni e i prezzi (indicativamente intorno ai €12 andata e ritorno da La Spezia) variano leggermente ogni anno: se vuoi organizzare la visita, verifica il programma aggiornato nei mesi precedenti sul sito del Parco Naturale di Porto Venere.

Cosa si vede durante l'apertura:

  • Il Faro di San Venerio, costruito nel 1840, ancora oggi gestito dal Comando di Zona Fari della Marina Militare — dalla sua terrazza si gode una vista a 360° che spazia dalle Cinque Terre a Palmaria fino alla Versilia
  • I resti del monastero medievale dedicato a San Venerio, l'eremita che qui trascorse buona parte della sua vita nel VII secolo
  • Un piccolo museo archeologico con reperti di epoca romana rinvenuti nella zona: anfore, frammenti di lucerne, monete

Perché vale la pena aspettare quel giorno: proprio perché l'accesso è interdetto tutto l'anno, il Tino ha sviluppato una flora e fauna mediterranea rigogliosa e incontaminata — è probabilmente l'angolo più selvaggio e meno "turistico" di tutto il golfo.

Isola del Tinetto

Il più piccolo dei tre isolotti, disabitato e non sbarcabile, si osserva solo passando in barca. Al largo di Tinetto si trova una scultura sommersa dedicata alla Madonna Bianca, patrona di Portovenere — una tappa che molti tour in barca includono proprio per questo motivo, insieme a una sosta panoramica verso la vicina Torre Scola.

Se vuoi vedere da vicino sia il Tinetto che la scultura, cerca un Giro delle Tre Isole tra le opzioni della nostra guida al noleggio barche — è il modo più semplice per vedere tutto l'arcipelago in un'unica uscita.

Itinerari consigliati

Mezza giornata: traghetto per Palmaria, bagno a Punta Secco, pranzo in uno dei locali vicino allo sbarco, rientro a Portovenere.

Giornata intera: giro ad anello completo di Palmaria (circa 3 ore di cammino), con sosta al Forte Cavour e a Punta Carlo Alberto, più tempo per il bagno prima del rientro.

In barca: Giro delle Tre Isole — Palmaria, passaggio vicino al Tino (solo vista esterna, salvo il weekend di San Venerio) e al Tinetto con la sua scultura sommersa, spesso con sosta per il bagno in una caletta.

13 settembre (o date vicine): se la tua visita capita in questo periodo, verifica il programma di apertura del Tino — è un'occasione più unica che rara.

Consigli pratici

Scarpe da trekking: se vuoi percorrere il sentiero ad anello di Palmaria, evita sandali o scarpe da spiaggia — alcuni tratti sono ripidi e sconnessi.

Porta acqua e cibo: specialmente fuori stagione, i punti ristoro su Palmaria sono limitati o chiusi.

Verifica gli orari dei traghetti di rientro: soprattutto in bassa stagione le corse sono meno frequenti — non rischiare di rimanere sull'isola oltre l'ultima corsa utile.

Per il Tino: se ti interessa la visita di settembre, prenota per tempo — i posti sulle imbarcazioni sono limitati e vanno esauriti in fretta.

Domande frequenti

Si può visitare l'isola del Tino?
Solo un weekend all'anno, in genere il 13 settembre e i giorni immediatamente vicini, in occasione della Festa di San Venerio. Per il resto dell'anno è zona militare interdetta al pubblico.

Quanto tempo serve per visitare Palmaria?
Mezza giornata se vuoi solo fare il bagno a Punta Secco, una giornata intera se vuoi percorrere il sentiero ad anello completo con la salita al Forte Cavour.

Si può dormire sulle isole?
Su Palmaria esistono poche opzioni (un piccolo ostello e poco altro). Sul Tino e sul Tinetto non è possibile pernottare.

Ci sono spiagge di sabbia?
No, come nel resto del golfo le spiagge sono di ciottoli e roccia, circondate da acque cristalline.

Come si raggiunge Palmaria da Portovenere?
In traghetto, con corse frequenti dalla Cooperativa Barcaioli — il tragitto dura pochi minuti. Trovi tutti i dettagli nella nostra guida ai traghetti.


Un arcipelago di contrasti

Palmaria, Tino e Tinetto raccontano tre facce diverse dello stesso golfo: un'isola vissuta e percorribile, una riserva quasi segreta che si apre solo un giorno all'anno, e un isolotto che si osserva soltanto passando accanto. Vederle tutte e tre, anche solo da lontano, è probabilmente il modo più completo per capire davvero cosa significa il Golfo dei Poeti.

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